QUANDO IL GRASSO NON E’ UN NEMICO

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CAMPIONI SENZA “TARTARUGA”:                                                                                                                 quando il grasso corporeo non è un ostacolo al successo.                                                           APPARIRE o VINCERE ? … OBESI “SANI” e “OBESI NON SANI” …                           Composizione corporea “funzionale”…

 Che si abbia come obiettivo la prestazione atletica o la salute, fondamentale è una “ottimale” COMPOSIZIONE CORPOREA. Ottimale/ideale non vuol dire “senza grasso” o con il minor grasso possibile! Questo concetto molte volte viene travisato nei centri fitness e nelle palestre, con una vera e propria “fissazione” nel voler raggiungere la % di grasso più bassa possibile e una fanatica rincorsa alla “tartaruga” a “tutti i costi”, in una lotta “senza esclusione di colpi” (diete assurde, doping, rischi per la salute, sovrallenamento psico-fisico, limitazioni della performance). Al di là dell’obiettivo estetico, personale e rispettabilissimo, talvolta “obbligato” in certe discipline agonistiche, quello che conta veramente per la salute è avere un “RAPPORTO IDEALE” tra Massa Magra (FFM) e Massa Grassa (FM), o megliotra MASSA MUSCOLARE SCHELETRICA (SKMuscle) e MASSA GRASSA (FM).

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Una sorta di “indice di fitness” fisiologico (D. Boschiero, BIOTEKNA) o “indice atletico-salutistico” (passatemi il termine …) Questo in ogni soggetto, indipendentemente dal suo peso totale (Kg di massa corporea): nel normopeso, nel sovrappeso, in un “ridotto peso corporeo”… nei soggetti normalmente attivi, nell’atleta amatore, nell’agonista di livello. IL rapporto SKMuscle/Fat Mass va conservato!(valore minimo circa 0,5 – valore ideale 1,1 – 1,2). Sono parametri individuabili con una moderna e approfondita ANALISI DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA, di tipo “QUALITATIVO” e “FUNZIONALE” (esistono molti altri indici corporei specifici da “abbinare” al citato rapporto SKMuscle/FM). Tecnicamente ci si deve sforzare di andare “oltre” la semplice % di grasso corporeo, oltre la limitante e limitata suddivisione del corpo in “parte grassa” e “parte magra” (analisi bi-compartimentale,

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che rappresenta comunque un embrionale inizio per approcciarsi alla complessità dell’argomento), per poi tradurre in pratica (training) i dati rilevati. Troppo spesso si parla di dimagrimento, prestazione, allenamento specifico, senza mai aver ”MISURATO” e allenato sul campo un atleta, un sedentario, un obeso, uno sportivo con un obiettivo specifico. Resta teoria. Alla luce di questi brevi e non certo esaustivi approfondimenti il vero problema in una composizione corporea “disequilibrata” è il“SOTTOPESO MUSCOLARE” anche in un peso totale apparentemente nella norma. E misurando varie tipologie di soggetti vi sorprendereste dei risultati anche in certi individui sovrappeso o “magri” (in più di un decennio con i colleghi ne ho testati alcune migliaia). Quindi concentratevi sui MUSCOLI, anche se avete come obiettivo il mantenimento del vostro peso o una riduzione ponderale. Ricordate un concetto ormai avvalorato da diversi studi scientifici:

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“MEGLIO GRASSI MA IN FORMA ED ALLENATI CHE MAGRI E POCO ALLENATI (M. Carnethon, JAMA – Dickerson, NATURE – G. Freund, ENDOCRINOLOGY – A. SIANI, ISA/CNR Avellino). Sembra un “paradosso” ma è proprio così. La prima scelta è sempre e comunque l’allenamento! Anche con qualche Kg in più di grasso corporeo è più importante avere/ricreare una normale e fisiologica % di muscolo scheletrico,meglio ancora se in abbondanza. Per essere metabolicamente sani e per restarlo, per invecchiare al meglio, per essere potenzialmente e funzionalmente performanti, al di là del sovrappeso che si può portare con sé.                                           Certamente è meglio non essere obesi ma anche nel “SOVRAPPESO” marcato esistono i soggetti “grassi sani”, con capacità cardiorespiratoria e muscolare paragonabile a quella di un individuo normopeso, attivo ed allenato (Ortega, EUROPEAN HEART JOURNAL). Questi soggetti possono/devono essere trattati nel training in un modo completamente diverso dai “grassi non sani”:  bisogna avere la capacità tecnica e la competenza di individuarli e di discernere soggettivamente caso per caso. Ancora di più in alcune tipologie di atleti (vedi post recenti) dalle capacità fisiche specifiche ben oltre la media anche se con qualche Kg in più, che non ha compromesso prestazioni e vittorie. Allenando atleti vari per competizioni si deve analizzare la prestazione specifica, il momento, il soggetto, ecc. Due esempi su tutti tratti dalla mia banca dati di analisi condotte personalmente (S. Zambelli, C. Suardi, 2000-2013). La % di grasso “media” delle vicecampionesse d’Europa di Volley degli ultimi due campionati europei (Germania, test personali) si attesta intorno al 20-22% (con “eccezioni” al di sotto del 18 % e molte al 26-27%). Eppure saltano, saltano molto, decine se non centinaia di balzi giornalieri e livelli di forza rapida/esplosiva/pliometrica allo squat da far impallidire un buon maschietto body builder. Dati di composizione corporea confermati anche da altri tecnici della preparazione atletica di fama internazionale (R. Benis, preparatore atletico nazionali femminili di basket e volley; comunicazione personale). Cambiando completamente disciplina due degli ultimi atleti seguiti (arti marziali) stanno preparando incontri valevoli per il titolo mondiale ed europeo di Kick Boxing: hanno rispettivamente il 24 – 26 % di FM. Eppure sono prestativi, in forma, potenti esplosivi, con ottimale supercompensazione (vedi: ECK, angolo di fase, matrice extracellulare, creatinina urinaria/24h ecc.) Con queste percentuali di grasso la maggior parte dei colleghi PT e delle colleghe istruttrici non uscirebbe di casa e non andrebbe in spiaggia!        Si dimentica troppo spesso (o non si approfondisce, perché “commercialmente fa comodo”) la fisiologia della composizione corporea, e non si predispone un approccio multifattoriale all’allenamento. IL TESSUTO GRASSO è veramente complesso e attivo e ha importanti funzioni che vanno al di là del fornire energia e di isolare dal freddo (collegamenti con gli ormoni, il recupero, lo stress, il sovrallenamento, la biomeccanica, la fisica …) Allenamento nella pratica su basi scientifiche, non voli pindarici!

 PS. Le tartarughe sono vertebrati, rettili dell’ordine dei Cheloni, specie protette. A volte dette TESTUGGINI (Testudo). “Testuggine” è anche chi vuole vedere il grasso solo come “nemico” o come una “zavorra”.

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(Stefano Zambelli – INDIVIDUAL TRAINING COMPANY®, Bergamo – 2013)www.individualtraining.it

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